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Il nuovo Codice doganale è in vigore: sei date da segnare in agenda entro settembre 2027

La riforma non è più un progetto. La posta in gioco ora non è il 2034: sono i prossimi dodici mesi.
30 settembre 2026 di
Il nuovo Codice doganale è in vigore: sei date da segnare in agenda entro settembre 2027
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A marzo scrivevamo che la riforma doganale dell'Unione era avviata. Ora è stata adottata. Il Consiglio ha dato il via libera definitivo il 3 settembre 2026, il Parlamento europeo ha seguito, e il nuovo Codice doganale dell'Unione è entrato in vigore il 20 settembre 2026.

Definita la più grande riforma dalla nascita dell'unione doganale nel 1968, si applicherà per tappe fino al 2034. Un orizzonte lontano che rassicura. Non dovrebbe.

Perché, mentre la riforma si assesta, altre scadenze arrivano, molto più vicine. Nessuna è una sorpresa. Tutte si preparano allo stesso modo: prima che la merce parta.

Calendario delle sei scadenze doganali da settembre 2026 a settembre 2027

1. 20 settembre 2026: la riforma è in vigore

Tre cambiamenti strutturano il nuovo codice:

  • Un punto di accesso unico. Il futuro EU Customs Data Hub permetterà di trasmettere i dati una sola volta, anziché ventisette. Sarà obbligatorio per il commercio elettronico dal 1° luglio 2028 e per tutti gli operatori dal 1° marzo 2034.
  • Un'autorità doganale europea. Con sede a Lille, avvia le sue attività nel 2027. La sua missione: analizzare i dati e mirare i controlli sulle spedizioni a rischio a livello dell'Unione.
  • Uno status «Trust and Check». Gli operatori più trasparenti potranno immettere le merci in libera pratica senza un intervento attivo della dogana.

Quest'ultimo punto merita attenzione fin da ora. La fiducia non si decreta: si dimostra, pratica dopo pratica. Le aziende che già documentano correttamente classificazioni, valori e origini partiranno in vantaggio.

2. 1° novembre 2026: diritti sui piccoli pacchi

Dal 1° luglio 2026 le spedizioni di basso valore acquistate online sono soggette a un dazio forfettario di 3 euro. La riforma vi aggiunge un diritto di trattamento, applicabile al più tardi dal 1° novembre 2026. Il 21 settembre la Commissione ne ha fissato l'importo a 2 euro per articolo, con un atto delegato ancora soggetto al diritto di obiezione del Parlamento e del Consiglio.

La vostra azienda vende online nell'Unione o riceve campioni tramite pacco? Verificate fin da ora chi sostiene questi diritti e come si riflettono nei vostri prezzi.

3. 30 dicembre 2026: si applica l'EUDR

Il regolamento europeo sulla deforestazione si applica alle grandi e medie imprese dal 30 dicembre 2026 e alle micro e piccole imprese dal 30 giugno 2027. La revisione pubblicata dalla Commissione a maggio ha confermato queste date.

Caffè, cacao, soia, legno, olio di palma, gomma, bovini: senza una dichiarazione di dovuta diligenza collegata alla dichiarazione doganale, la merce può restare in banchina, anche se è ineccepibile sul piano ambientale. Lo abbiamo spiegato nel dettaglio nel nostro articolo del 16 settembre.

4. 1° gennaio 2027: si applica la Nomenclatura combinata 2027

Come ogni anno, in autunno la Commissione pubblica la versione della Nomenclatura combinata applicabile dal 1° gennaio successivo. Un codice a otto cifre che scompare o si suddivide, e cambia un'aliquota di dazio, una misura antidumping o una licenza.

Il riflesso utile: appena pubblicata, confrontare i codici più utilizzati con la nuova versione, poi aggiornare le schede articolo e il gestionale prima delle prime importazioni di gennaio.

5. 1° febbraio 2027: i certificati CBAM sono in vendita

Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) è nella fase definitiva da gennaio 2026. Dal 1° febbraio 2027 i dichiaranti autorizzati potranno acquistare i certificati sulla piattaforma centrale della Commissione.

Dal 2027 dovranno detenere, alla fine di ogni trimestre, certificati che coprano almeno il 50 % delle emissioni incorporate nelle importazioni dell'anno. Per acciaio, alluminio, fertilizzanti o cemento è una voce di tesoreria da prevedere già nel budget 2027.

6. 30 settembre 2027: la prima dichiarazione CBAM

È il termine per presentare la prima dichiarazione annuale, relativa alle importazioni del 2026, e restituire i certificati corrispondenti. I dati sulle emissioni dei fornitori vanno quindi raccolti ora, non ad agosto 2027.

Che cosa hanno in comune queste date

Ognuna di queste scadenze si gioca a monte. Un codice verificato a novembre costa qualche ora; lo stesso codice corretto dopo un controllo costa una rettifica, ritardi e talvolta un cliente. La riforma rafforza questa logica: l'Unione punta ormai su dati affidabili, trasmessi una volta e controllati tramite l'analisi dei rischi.

È esattamente il nostro mestiere. Interveniamo come torre di controllo doganale: verifichiamo classificazione, origine, valore e obblighi normativi delle merci, poi prepariamo un fascicolo pronto per il deposito.

CTB Group guida la conformità e la governance doganale; l'esecuzione delle dichiarazioni resta affidata ai rappresentanti designati dall'azienda.

E per la vostra azienda, quale data arriva per prima?

Se una di queste sei date riguarda i vostri flussi, parliamone prima che arrivi. Il primo colloquio (30 minuti) è gratuito: spesso basta per individuare i due o tre punti da mettere in sicurezza per primi.

Scriveteci a contact@ctbgroup.net o chiamate il +32 456 90 15 78. Servizio multilingue.

Primo colloquio gratuito (30 min)

Vanessa Cavalcante Vieira, fondatrice di CTB Group

Per approfondire

Fonti: Consiglio dell'UE, comunicati del 26 marzo e del 3 settembre 2026; Commissione europea, revisione EUDR del 4 maggio 2026, atto delegato del 21 settembre 2026 e norme CBAM. Articolo aggiornato al 30 settembre 2026. Foto: Andy Li / Unsplash.

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